Carlo Furlan ha ottenuto la riconferma come rappresentante veronese della Conferenza Regionale del Volontariato

L'Assemblea e l'elezione si sono svolte ieri sera al Centro Carraro. Tra le priorità della Conferenza, quella di attuare insieme alle istituzioni l'importante principio della sussidiarietà. Inoltre, perseguire una sorta di “federalismo del volontariato” a livello provinciale in modo che anche le organizzazioni minori possano trovare facilità nell’accedere alle stanze istituzionali beneficiando così appieno di  quel patrimonio di informazioni, formazione, consulenze che il CSV offre a loro.

 

Con voto unanime, Carlo Furlan si riconferma rappresentante veronese della Conferenza Regionale del Volontariato. Come supplente, con delega a sostituirlo qualora non potesse essere presente a qualche riunione in Regione, è stato eletto Oreste Ferrari dell'associazione La Fraternità.
Le nomine sono avvenute nel corso dell'Assemblea della Federazione del Volontariato di Verona ONLUS, ente gestore del Centro di Servizio per il Volontariato di Verona, che si è tenuta ieri sera al Centro Carraro. Durante l’incontro sono state ribadite le linee guida e stabilite le nuove priorità che la Conferenza Regionale dovrà ora perseguire.
Di primaria importanza, il tema della sussidiarietà, ovvero l'assoluta sinergia tra istituzioni e organizzazioni di volontariato con l'obiettivo di stabilire protocolli di intervento condivisi nei vari ambiti del terzo settore in modo che istituzioni e volontariato possano interagire e integrarsi reciprocamente. «Per questo, la Conferenza Regionale del Volontariato dovrà favorire i processi che portino ad aggiornare la normativa speciale sul volontariato, la legge 40 del '93», spiega Furlan. Un tema questo di cui la scorsa settimana i vertici del CSV di Verona hanno già discusso con l'assessore regionale ai Servizi Sociali Remo Sernagiotto, che si è dichiarato favorevole a modificare e aggiornare alcuni dei contenuti della legge vigente.
«Ritenendo più che validi i principi contenuti nella Carta dei Valori, è necessario impostare meglio la normativa al fine anche di superare alcune criticità, ma soprattutto di dare spazio e risalto alle nuove espressioni di volontariato presenti nel territorio, snellire le procedure per le associazioni e attivare forme innovative di federalismo amministrativo», aggiunge Elisabetta Bonagiunti, presidente del CSV. Per meglio chiarire questo concetto-chiave, ieri sera l'assemblea provinciale ha identificato cinque proposte che nelle prossime settimane verranno poste all'attenzione della Conferenza e della Regione.
Oltre a quella sulla formazione di un Osservatorio per la sussidiarietà, la creazione di un Registro provinciale per le Organizzazioni di Volontariato locali. «L’attuale gestione centralizzata rende difficile il rapporto tra le piccole organizzazioni locali e la Regione Veneto. Il recente accordo di delega ai CSV affronta solo parzialmente questo problema. La creazione di registri provinciali per le OdV locali, e di un registro regionale per le OdV che operano su più province, sarebbe una risposta positiva ai bisogni del volontariato. Stabilite norme di riferimento regionali, le Province, in accordo con i CSV, potrebbero meglio gestire le pratiche», spiega Bonagiunti.
Sempre in quest'ottica, inoltre, l’attuale legge 40/93 non evidenzia la dimensione provinciale dei CSV, dimensione ritenuta migliore per rappresentare tutto il volontariato. «Nelle regioni dove è stato creato un CSV regionale con sportelli locali, i livelli partecipativi sono limitati alle associazioni di dimensione regionale, perdendo molte ricchezze presenti nei territori. Il Veneto dovrebbe quindi prevedere la dimensione provinciale dei CSV. E ancora l'apertura del Registro del volontariato a quelle associazioni che si occupano di cultura, solidarietà internazionale, ecologia e promozione della qualità della vita. Infine, sono da prevedere specifiche agevolazioni: in materia urbanistica, si potrebbe prevedere la deroga ai piani urbanistici per le sedi e prevedere l’esonero degli oneri di costruzione. Mentre, in relazione ai tributi locali potrebbe essere prevista l’esenzione IRAP, del bollo per i pulmini delle associazioni per disabili e la possibilità per gli Enti locali di stabilire altre forme agevolatrici», aggiunge il neo-rieletto Furlan.

 

Bilancio CSV 2010: contro la crisi un'attenta pianificazione

Il 2009 è stato caratterizzato dal venir meno di fondi destinati al volontariato e provenienti dalle fondazioni di origine bancaria, sostenitrici del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato gestito dal Comitato di Gestione (CO.GE.). Si è resa così necessaria una di riflessione per definire l’orientamento strategico e le priorità a cui dare spazio con i mezzi messi a disposizione, proventi del fondo di stabilizzazione accantonato dal CO.GE. e del nuovo fondo creato dal CSV stesso durante l’anno. «Le politiche scelte e l’utilizzo dei due fondi permetteranno di guardare con serenità al 2010 e al 2011: il bilancio approvato prevede un risparmio di oltre 300 mila euro, pari al 16,52% del bilancio preventivo approvato nel novembre 2008. Sarà così possibile garantire continuità nei servizi alle OdV pur contenendo, in modo limitato, i contributi alle OdV stesse», spiega Bonagiunti.
Grazie a questa lungimiranza sarà possibile garantire anche quest'anno, quindi, i servizi di consulenza, formazione, informazione e sostegno economico svolti dal CSV, che coordina oltre 440 associazioni iscritte alla Federazione del Volontariato di Verona ONLUS e impegnate al 48,2% nella valorizzazione e assistenza alla persona, per il 34,1% nel campo socio sanitario, al 7,7% nella tutela dell'ambiente e dei beni culturali e per il 10% nel soccorso e protezione civile. Il numero di OdV che si sono rivolte al CSV sono state oltre il 66% solo nell'ultimo anno e il 90% nell'ultimo triennio. Prioritaria per il CSV è la progettazione sociale e il sostegno alle iniziative, soprattutto in rete, proposte dalle associazioni. Nel 2009 si sono avute 179 OdV a capo di almeno un progetto finanziato attraverso i bandi del Centro e 41 OdV partner di almeno un progetto. L’insieme delle OdV coinvolte direttamente è pari a 220, il 50% di tutte le associazioni iscritte.

 

Allegati
Mozione Assemblea 21/06/2010

 


Ufficio Stampa
Centro Servizio per il Volontariato di Verona
Ilaria Noro
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