Il CSV approda in aula: siglata con il tribunale la convenzione per commutare la pena detentiva in lavori socialmente utili

Le associazioni accreditate sono 11 per un massimo di 14 posti. L’accordo riguarda le condanne per reati penali minori quali quelli legati al nuovo Codice della Strada.

 

Chi sbaglia paga. E ora lo può fare operando del bene alla collettività, prestando cioè servizio nelle associazioni di volontariato del territorio.

 

Il CSV, Centro Servizio per il Volontariato, ha siglato una Convenzione con il Tribunale che prevede la possibilità da parte dell’imputato di commutare la pena detentiva in ore di lavoro socialmente utile. Una risorsa preziosa sia per chi è ritenuto colpevole di reato, si tratta comunque di imputazioni minori quali la guida in stato d’ebbrezza, sia per le associazioni che potranno così contare su due mani in più a servizio del prossimo.

 

Le organizzazioni di volontariato accreditate e in cui sarà quindi possibile, sotto la supervisione del CSV che è coordinatore responsabile del servizio e in contatto diretto con il Tribunale, sono 11 per un totale di 14 posti. A questi si aggiungono altre associazioni, come Legambiente, Associazione  Volontariato  Nucleo Lupatotino – Protezione Civile, Cireneo e Ronda della Carità, e alcune cooperative sociali che hanno stipulato autonomamente una convenzione analoga.

 

A sancire questa possibilità sono l'art 186 comma 9 bis CDS e l’art. 54 D Lgs. 274/2000 che stabiliscono che ogni 2 ore di lavoro di pubblica utilità equivalgono a un giorno di pena detentiva. Il calcolo del periodo complessivo di lavoro socialmente utile sarà fatto caso per caso in base alle circostanze del fatto-reato: sono infatti previste variabili (tasso alcoolemico diviso per scaglioni) e aggravanti (orario notturno, soggetto neopatentato, guidatore professionale) che possono portare a modifiche anche notevoli della pena e quindi a sensibili estensioni del periodo lavorativo. Si andrà comunque da un minimo di 34 ore di lavoro, ad esempio nel caso di un imputato incensurato con tasso alcoolemico basso e in orario diurno, fino ad un massimo di 334 ore di lavoro, nel caso in cui l’imputato abbia precedenti, sia neopatentato o un guidatore professionale, con tasso alcoolemico elevato ed in orario notturno.

 

Tra le mansioni che i condannati andranno a svolgere e che cambiano a seconda dell’associazione, ci sono il servizio mensa, quello di pulizia, attività di segreteria, archiviazione ma anche l’accompagnamento di malati e disabili, cura del verde pubblico.

 

Il protocollo è stato siglato oggi dalla presidente del CSV Elisabetta Bonagiunti e dal presidente del Tribunale Gianfranco Gilardi. E a poche ore dalla sottoscrizione dell’accordo il giudice Laura Donati, che ha seguito il progetto, ha emesso la prima sentenza che sancisce per tre giovani la possibilità del ricorso al lavoro di pubblica utilità per espiare le proprie colpe.

L’attenzione degli avvocati su questa nuova possibilità di pena alternativa è alta già da settimane. Dopo un iniziale period

o di rodaggio del servizio, necessario a comprendere “sul campo” i meccanismi pratici dell’accordo che ha a tutti gli effetti valore legale e deve quindi avere tutte le garanzie del caso, ci sarà la possibilità di estendere la Convenzione attraverso il CSV anche ad altre organizzazioni di volontariato che potranno così avvalersi di questa nuova risorsa.

 

 Elisabetta Bonagiunti e Laura Donati

 

 

Allegato A: elenco associazioni/attività
Allegato B: convenzione CSV-Tribunale
Allegato c: immagine risoluzione idonea alla stampa

 

 

 

Ufficio Stampa
Centro Servizio per il Volontariato
Ilaria Noro
388 8918197
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